I fiori del male – The song of lost souls
Il singolo prende il titolo dalla più famosa e discussa raccolta di poesie del poliedrico scrittore francese Charles Baudelaire, la cui prima edizione, pubblicata nel 1857, suscitò grande scalpore nella Francia di metà Ottocento, che considerava alcuni temi affrontati nelle poesie scabrosi e indecenti.
Il singolo prende il titolo dalla più famosa e discussa raccolta di poesie del poliedrico scrittore francese Charles Baudelaire, la cui prima edizione, pubblicata nel 1857, suscitò grande scalpore nella Francia di metà Ottocento, che considerava alcuni temi affrontati nelle poesie scabrosi e indecenti. Carmine De Feo, con questo singolo, prova ad andare oltre a ciò che ha già sperimentato ne La stanza dei portali vol. 1. Mantenendo l’idea di base della creazione di un mondo (in questo caso il mondo delle anime perse), sviluppa l’idea intersecando melodie, letture e tanta recitazione, che si mostra soprattutto nell’espressività della voce, dove usa espedienti teatrali per amplificare la potenza delle parole. Unisce a tutto ciò una lettura dal citato libro che insegna l’importanza di saper cercare “i fiori” anche nei posti più brutti, come metafora del cercare la luce soprattutto in mezzo all’oscurità.
Alla composizione del brano ha collaborato Manuel Ambrosone
Arrangiamenti degli archi e dei fiati – Manuel Ambrosone e Gabriel Ambrosone
Basso elettrico – Saverio Russo
Batteria – Mariano Pastorelli
Cori femminili – Martina Castaldo
Registrazioni e mix – Marco Ruggiero
Master – Ottavio laria



